Il Presidente del Parco Nazionale delle Cinque Terre, Franco Bonanini, difende il progetto della funivia, che collegherà le Cinque Terre alla Val di Vara; progetto che gli è stato contestato dal Consiglio nazionale di Italia Nostra con una lettera, ripresa poi dal quotidiano La Repubblica, nella quale si sostiene che la funivia sarebbe uno sfregio al territorio. Nella lettera si parla, per questo progetto voluto dal Parco e sostenuto dalla Regione Liguria, di alterazione della delicata morfologia
del territorio, di strutture invasive delle stazioni a valle e a monte, con una successione di piloni di sostegno, che altererebbe l’immagine del parco.
“Non capisco – afferma Franco Bonanini - sulla base di quali elementi si basa la critica che viene mossa a questo progetto, considerato che non esiste ancora il progetto definitivo. Comunque la funivia avrà un bassissimo impatto ambientale, perchè partirà da mezza costa, in una valle chiusa senza vista sul mare; sarà ad una sola campata, senza pilastri intermedi, con la sola costruzione delle strutture necessarie ad ospitare gli apparati meccanici. Un’opera quindi che non altererà minimamente l’immagine del parco, non interferendo nelle molteplici visuali da terra e dal mare, come sostiene invece chi non vuole questa funivia.”
“Quando si parla di inammissibile alterazione della delicata morfologia del territorio – prosegue Bonanini – e di lesione della stessa integrità fisica di aree protette, occorre ricordare che quello delle Cinque Terre è un territorio che è stato modellato dall’uomo e non dalla natura, ed è proprio per questo che è diventato molto fragile, perchè da una parte è venuta meno la presenza dell’uomo nel mantenimento dei terrazzamenti, mentre si è sviluppata a dismisura la presenza dell’uomo, quale viaggiatore e turista, in una porzione di territorio minima che possiamo calcolare in un 5 per cento. Questo crea grossi problemi per gli equilibri di questo territorio e per un turismo sostenibile.
Per rimediare a ciò, non potendo fermare il flusso turistico, dobbiamo cercare di regolarlo, e quindi cercare di allargare l’area di interesse per questo tipo di turismo, partendo proprio dal nostro entroterra più vicino, che è la Val di Vara e allargandoci verso altri parchi, quali il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano e i parchi regionali di Montemarcello, delle Alpi Apuane, dei Cento Laghi e del Frignano, con cui abbiamo costituito quell’area vasta che è stata denominata “Parchi di mare e d’Appennino”.
“Questo è il futuro del nostro turismo – conclude Franco Bonanini – che noi vogliamo sia sostenibile ed eco compatibile con questo territorio così fragile, per aiutarci a salvaguardarlo e salvarlo dall’asfissia. Quindi ben venga la funivia che salirà da 300 metri a 600 metri sul monte Parodi, fino all’ex forte militare Bramapane, che il Genio Militare ha venduto un anno fa ad una società immobiliare di Pavia, per cui abbiamo fatto ricorso perchè non è stata rispettata l’opzione di prelazione secondo un nostro diritto, che noi vogliamo far valere. Su quell’area non vogliamo che si costruisca un albergo esclusivo, ma vogliamo vedere biciclette e cavalli.”
Il Ministro Stefania Prestigiacomo: “La funivia è un’opera che si muove nella direzione giusta”.
A seguito delle polemiche innescate da Italia Nostra, il Ministro dell’Ambiente, ha espresso in una nota diffusa dalle agenzie stampa pieno sostegno al progetto.
“Il progetto della funivia, proposto nell’area del Parco delle Cinque Terre – afferma il Ministro Prestigiacomo – rappresenta un’opera che si muove nella direzione giusta. Serve ad accrescere il valore dell’area, per consentire ad un numero sempre maggiore di persone di apprezzare le suggestioni delle Cinque Terre anche al di fuori dei celeberrimi sentieri sul mare. E’ questa la logica che dovrebbe guidare la gestione dei Parchi, una logica che le Cinque Terre, grazie ad una guida lungimirante ed illuminata, hanno seguito riuscendo a far diventare il vincolo paesaggistico motore della rinascita economica di un’area di incomparabile bellezza. Il problema dei parchi italiani e che l’esempio di gestione delle Cinque Terre sia, purtroppo, quasi isolato”.
Legambiente difende il progetto della funivia: “Nessuno sfregio, è un’idea che parla di futuro”
“Non è possibile che ogni modifica del territorio sia considerata uno sfregio all’ambiente – sostiene Sebastiano Venneri, vicepresidente di Legambiente - Al contrario, realizzare il collegamento in funivia tra le Cinque Terre e la Val di Vara, ci sembra un’ottima idea e una sfida che dimostra, ancora una volta, che non c’è solo un ambientalismo che blocca e conserva, ma anche uno che modifica e innova. E dimostra inoltre che i parchi, se ben gestiti, possono rappresentare un fattore di sviluppo e rilancio non solo all’interno dei propri confini, ma anche per i territori limitrofi”.
“C’è un ambientalismo che blocca e conserva – ha aggiunto Venneri – ma che rischia di fare danni incalcolabili al territorio. Senza innovazione e senza un’idea di futuro, infatti, qualsiasi luogo sarebbe condannato a una misera gestione del presente – prosegue il vicepresidente di Legambiente – ed è quello che accadrebbe alla Val di Vara, la valle d’arrivo della funivia delle Cinque Terre, una valle bella e ricca di tradizioni e produzioni di qualità, ma tagliata fuori dai consistenti circuiti turistici della zona”.
La funivia – secondo Legambiente – sarebbe anche un’occasione per decongestionare le zone più frequentate delle Cinque Terre e favorire la frequentazione di una valle altrimenti condannata dalla marginalità all’effetto presepe: bello, ma fermo. E questo è esattamente quello che è successo per le Cinque Terre che una decina d’anni fa, prima dell’istituzione del parco, erano un territorio marginale, decadente e destinato allo spopolamento.
“Se allora si fosse pensato solo ad ingessare e conservare il territorio delle Cinque Terre – spiega Stefano Sarti, presidente di Legambiente Liguria – a quest’ora probabilmente avremmo solo un vago ricordo di quei luoghi che sono diventati, al contrario, vivi, frequentati e conosciuti in tutto il mondo proprio grazie alle modifiche che sono intervenute, alla creazione di nuovi sentieri (anche allora qualcuno gridò allo scandalo…), alla costruzione delle cremagliere, alle vere e proprie opere pubbliche realizzate dal Parco che hanno permesso a un territorio e alla sua gente di entrare nel futuro scommettendo sull’ambiente”.
Legambiente è ovviamente favorevole a patto che il progetto della funivia sia realmente compatibile con il territorio: “Vigileremo – conclude Sarti – perchè l’opera sia realizzata con i criteri adeguati a un territorio così pregiato, ma ci sembra intollerabile il pregiudizio di chi boccia a monte un’idea così innovativa”.
Fonte Parco cinque terre